Olivier Losa Citroen world
 
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Citroën CX

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La Citroën CX è un'autovettura prodotta dalla casa francese Citroën dal 1974 al 1991 ed insignita del titolo di Auto dell'anno nel 1975.


Indice

* 1 Il progetto "L"

* 2 Scelta del nome

* 3 CX serie 1

* 4 CX serie 2





Il progetto "L"

A metà anni sessanta in Citroën si iniziò seriamente a pensare ad una vettura in grado di sostituire la DS, presente sul mercato ormai da 10 anni. Le direttive di sviluppo del nuovo progetto vennero definite alla fine del 1966. La nuova ammiraglia doveva avere dimensioni sensibilmente più contenute della DS, mantenendo però pari abitabilità interna, maggior comfort e migliore insonorizzazione.

Il 15 giugno del 1968 lo schema generale di riferimento era pronto e presentato al presidente; dopo tre giorni venne approvato e si passò alla fase di implementazione vera e propria.

Per quel che riguarda il propulsore, vennero sperimentate diverse soluzioni tra le quali un quattro cilindri piatto derivato da quello da un litro della GS (raffreddato ad acqua però) e un birotore Wankel del tutto simile a quello che fece la sua breve carriera nel vano motore della GSBirotor. Pare che venne tentata anche la strada di adottare un V6 Maserati ma, forse in virtù dei problemi relativi alla SM, non se ne fece nulla.

La decisione finale fu quella di ricorrere ai vecchi motori della serie "D" quattro cilindri in linea, distribuzione a catena, montati trasversalmente (da est a ovest) e inclinati di 30° in avanti per permettere di abbassare il profilo del cofano.

L'incarico di definire la linea della futura CX venne dato al giovane Robert Opron, allievo di mastro Flaminio Bertoni, padre dello stile di Traction Avant, 2CV, DS, e Ami6. Opron aveva già realizzato SM e GS, pertanto fece confluire nella nuova vettura elementi stilistici di entrambe le vetture. Se l'impostazione generale della linea derivava sicuramente dalla GS, alcuni particolari erano di chiara provenienza SM, ad esempio la porzione di parafango posteriore asportabile, oppure la presa d'aria sul cofano a destra del guidatore. Il 30 ottobre del 1970, quattro carrozzerie diverse vennero presentate ai massimi vertici della Casa che le esaminarono e ne scelsero una. Evidentemente fu una scelta felice, in quanto il nuovo modello risultò una commistione del meglio offerto dallo stile delle Citroën dell'epoca: imponenza DS, purezza GS e sviluppo a siluro SM.

Il primo prototipo praticamente identico alla CX che conosciamo, venne approntato nel settembre del 1971; da quella data al settembre del 1974 (mese in cui la CX fu presentata) l'impegno fu soprattutto sul versante della realizzazione industriale, ovvero la costruzione e l'allestimento dell'impianto destinato alla produzione della CX ad Aulnay-sous-Bois, dalle parti del vecchio aeroporto parigino di Le Bourget.


Scelta del nome

La sigla scelta per il progetto, "L", al momento della produzione venne mutata passando alla lettera dell'alfabeto successiva: la "M". Dietro questa modifica apparentemente priva di significato vi è una curiosità linguistica: in francese infatti la gamma CX si sarebbe dovuta chiamare "Gamme L", ovvero la gamma "L", la cui pronuncia sarebbe stata molto simile alla parola "gamelle" (scodella, ciotola). Evidentemente in casa Citroën hanno pensato che una eventuale assonanza tra l'ammiraglia della Casa ed una ciotola non fosse poi così buona come scelta commerciale.

Cx, scritto con la "x" minuscola, è la sigla del coefficiente di resistenza aerodimanica. Tale coefficiente dipende dalla forma del corpo ed indica la resistenza aerodinamica del corpo stesso in moto in un fluido. In campo automobilistico, un Cx molto basso è utile al fine di ridurre la resistenza offerta dall'aria al moto del veicolo e, come conseguenza, ridurre i consumi. La CX deve il suo nome proprio a questo coefficiente, ed il nome stesso dell'auto pone in evidenza quella che è una delle sue caratteristiche principali: l'elevata aerodinamicità.


CX serie 1

Con "CX Serie 1" gli appassionati intendono comunemente ed in modo tutto sommato discutibile, le CX prodotte dal settembre del 1974 alla primavera del 1985. Inglobare con un'unica definizione 11 anni di storia produttiva è sicuramente una forzatura. Basti pensare alla differenza tra la prima spartana CX Comfort senza neppure lo sterzo servoassistito e la sofisticata CX Gti Turbo del 1984. La primissima emissione di CX fu distribuita ai concessionari gli ultimi mesi del 1974 e le motorizzazioni disponibili erano due: il 1985cc sul modello CX2000 (provenienza DS20) e il 2175cc (provenienza DS21) sul modello CX2200.

Con l'anno-modello 1976 fece la sua ricomparsa anche il 2347cc (provenienza DS23) sul modello Prestige a passo lungo. Lo stesso motore equipaggiò, a partire dal 1977, la versione GTI di caratterizzazione sportiva. A partire dalla seconda metà del 1977 il motore 2175cc fu sostituito dal 2347cc in tutte le versioni. Nell'estate del 1979 (anno-modello 1980), l'antico 1985cc provenienza DS con distribuzione a catena, venne pensionato in favore di un più moderno propulsore di 1995cc frutto di uno sforzo congiunto tra Peugeot, Renault e Volvo, infatti questo motore è conosciuto come "PRV" oppure viene comunemente detto "motore Athena" in quanto proprio in quell'estate e con quel motore debuttò una versione di CX, appunto la CX Athena, con un allestimento intermedio tra l'economica Reflex e la più completa Pallas. Per l'anno-modello 1982 vennero allargati i parafanghi anteriori (in quanto alcune versioni prevedevano i larghi pneumatici TRX) e il pannello di custodia del montante posteriore venne reso più largo e in plastica nera, tale caratteristica restò fino alla fine della produzione.

L'anno-modello successivo (AM 1983), sparirono le denominazioni commerciali "Reflex", "Athena", "Pallas" per venire sostituite da sigle più impersonali forse mutuate dalla Renault, ovvero RE, TRE oppure RD e TRD, per i modelli a gasolio sovralimentati, presentati nello stesso periodo. In estate 1983 per l'anno-modello 1984, il 2347cc venne portato a 2500cc. Ultima grossa uscita, per quanto riguarda la Serie 1 fu, nell'ottobre del 1984, la CX25GTi TURBO, 168CV e 220 Km/h. Il pubblicizzato "effect demon". Testimonial d'eccezione, la cantante Grace Jones.

Nell'ambito della Serie1 è necessario non ignorare le versioni Diesel, molto apprezzate per la loro affidabilità, le ottime prestazioni e i consumi ridotti. Sulle prime venne proposta una versione "dieselizzata" del 2175cc, ma i cavalli erano pochi (66) e le prestazioni scarse (145 km/h) comunque in linea con la concorrenza di allora. Nel 1978 la cilindrata passò a 2500cc, e con 75cv a disposizione la velocità di punta arrivò a 160 km/h. Un ottimo risultato per un diesel aspirato di 25 anni fa. Nel 1983, sovralimentando mediante una turbina Garret, il 2500cc, i CV passarono a 95 e la velocità massima a ben 174 km/h. Parimenti apprezzate le Break, la cui capacità di carico risultò addirittura superiore alle mitiche Break derivate dai modelli "D".


CX serie 2

Nel luglio del 1985, per l'anno-modello 1986 venne presentata la "CX2", ovvero per la prima volta vennero rivisti gli esterni e gli interni in modo piuttosto significativo. Ne risultò un convincente ammodernamento della "vecchia" CX tutto sommato assai gradito dal pubblico, considerando l'età del mezzo.

I paraurti in metallo, considerati anacronistici a metà anni ottanta, furono sostituiti da funzionali scudi sintetici, la foggia delle modanature cambiò e l'interno fu completamente ridisegnato, pur mantenendo la classica "Lunule" portastrumenti.

Nella primavera del 1987 le prestazioni dei propulsori turbo sia diesel che benzina vennero migliorate da uno scambiatore di calore (intercooler). I modelli così equipaggiati ebbero la nuova denominazione commerciale TURBO2. Il Diesel arrivò a 120CV, 195 km/h, e venne pubblicizzato su alcuni periodici specializzati con lo slogan "Taci Benzina!"; all'epoca il Diesel più veloce del mondo.

La CX25GTiTURBO2 mantenne 168CV, ma consumi sensibilmente più bassi.

Le ultime CX berlina furono costruite nella primavera del 1989, a maggio venne presentata la nuova ammiraglia XM destinata a sostituirla. Nel 1990  e nel 1991 vennero costruite ancora circa 2000 break con la denominazione CX Evasion poi, con la commercializzazione della XM Break, la CX venne definitivamente pensionata.

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